Agenzia Hawzah News – Nel corso di un’intervista, l’Hojjatoleslam Asghar Dirbaz, membro del Consiglio degli Esperti della Guida, ha esaminato il concetto coranico delle “consuetudini divine”, definendole principi certi e immutabili che governano il corso della storia. Come le leggi naturali, anche queste operano in modo inevitabile e senza eccezioni.
Alcune di queste consuetudini sono condizionate dal comportamento umano: il Corano afferma che la gratitudine accresce le benedizioni, mentre l’ingratitudine conduce alla punizione. Si tratta di un rapporto di causa-effetto, in cui l’uomo agisce e Dio risponde. In questo senso, molte affermazioni sul futuro non sono previsioni, ma conseguenze prevedibili alla luce di tali principi.
Tra le più rilevanti vi è quella del soccorso divino, espressa nel versetto: «Se aiutate Dio, Egli vi aiuterà». L’Hojjatoleslam Dirbaz sottolinea che si tratta di una consuetudine condizionata: la vittoria dipende dalla fermezza e dall’impegno dei credenti.
La storia islamica lo conferma. A Badr, i musulmani, pur in inferiorità numerica, rimasero saldi e ottennero una vittoria decisiva. A Uhud, invece, l’abbandono delle posizioni da parte di alcuni arcieri, attratti dal bottino, causò una dura sconfitta e il martirio di settanta combattenti.
Ancora più critica fu la battaglia del Fossato (ghazwat al-Khandaq): mentre una vasta coalizione assediava Medina, all’interno si attivava la minaccia dei Banu Qurayza. Nonostante il rischio di collasso, la perseveranza dei musulmani — dallo scavo del fossato alla vigilanza continua — impedì la sconfitta e costrinse il nemico alla ritirata.
Lo stesso schema si ripete nell’epoca dell’Imam Ali. Nella battaglia del Cammello, la fermezza dei suoi sostenitori portò alla vittoria, nonostante l’inferiorità numerica. A Siffin, al contrario, dopo successi iniziali, il cedimento morale e le divisioni interne cambiarono l’esito dello scontro.
Emblematico anche il caso di Muslim ibn Aqil a Kufa: nonostante il sostegno iniziale di migliaia di persone, la mancanza di costanza portò rapidamente al fallimento del movimento.
L’Hojjatoleslam Dirbaz conclude che la vittoria non dipende dai mezzi materiali, ma dalla capacità di restare saldi lungo il percorso tracciato da queste consuetudini divine. Quando la comunità persevera, la promessa divina si realizza; quando vacilla, subentra la sconfitta.
Il membro del Consiglio degli Esperti della Guida ha infine sottolineato che, anche nei periodi recenti, la popolazione e le forze militari hanno mostrato una resistenza superiore alle normali capacità. In questi giorni, ogni sera la gente scende in campo per la difesa della Rivoluzione, dello Stato e della nostra amata patria e, come disse l’Imam martire, “il popolo è insorto”; questo impegno, ha aggiunto, comporterà il soccorso divino.
A cura di Mostafa Milani Amin

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